Avete mai visto o sentito parlare di unicorni? E no, non stiamo parlando di creature mitiche, ma piuttosto di start-up che raggiungono una valutazione miliardaria senza passare per la quotazione in borsa. In questo articolo, ci addentriamo dietro le quinte di Scalapay, la terza realtà italiana a conquistare questo ambito traguardo, scoprendo i dettagli di questa impresa finanziaria eccezionale.
Il protagonista di questa storia è Simone Mancini, CEO e Co-Founder di Scalapay, che ci ha recentemente aperto le porte al mondo delle sue imprese durante una chiacchierata informale con Giacomo Luppi, Filippo Carabelli e Pietro Santini: i ragazzi di “Cheers”, il podcast di Starting Finance.
Ma prima di immergerci nei dettagli, comprendiamo meglio cosa rappresenta Scalapay e come si distingue nel panorama finanziario.
Scalapay è la nuova stella dell’universo delle start-up italiane, raggiungendo la valutazione di un miliardo di euro nei primi mesi del 2022 e ottenendo il prestigioso titolo di terzo unicorno del Paese. Ma come funziona concretamente?
Il suo modello di business si basa sul concetto di “BNPL: Buy Now, Pay Later” (Compra Ora, Paga Dopo), consentendo agli acquirenti di effettuare acquisti immediati e di dilazionare il pagamento in tre o quattro comode rate, o di optare per l’opzione “Pay Later” entro 14 giorni. Il tutto senza incorrere in costi aggiuntivi derivanti da interessi o commissioni.
O come preferisce dire Simone: “Cosa facciamo con Scalapay? Aiutiamo i merchant ad accrescere il volume di vendite, aumentando il potere di acquisto del cliente che grazie a noi può scegliere di rateizzare l’acquisto”.
Fondato nel 2019, Scalapay ha già esteso la sua presenza in 9 Paesi: tra i principali sicuramente Italia, Francia e Spagna, ma poi anche Germania, Belgio, Olanda, Austria, Portogallo e Finlandia.
Ora, chi è Simone Mancini, e da dove nasce l’idea miliardaria di Scalapay?
Con radici toscane e oltre 30 anni di vita ed esperienze in Australia, Mancini ci condivide la sua storia imprenditoriale ai microfoni di Cheers, rivelando il percorso che lo ha portato a fondare Scalapay insieme al socio e amico di sempre Johnny Mitresvki.
La passione per l’imprenditoria è certamente un’eredità familiare, ma è stata modellata anche dalle sfide iniziali in settori diversi, come l’edilizia. La sua determinazione (e l’importanza di essere ambiziosi) è emersa in modo significativo in un progetto apparentemente fuori dalla sua competenza. Mancini rivela: “Il mio capo mi affidò un nuovo progetto di costruzione di ponti. Non sapevo nulla di ponti, e neanche l’azienda. Ma lui aveva deciso che sarebbero diventati leader del settore, ed effettivamente così fu”.
È dopo un periodo lontano dalla scuola, ed in cui si affaccia al mondo del lavoro, che Simone capisce cosa vuole e non vuole fare nella vita. Ripresi e terminati gli studi inizia quindi a dedicarsi ai suoi primi progetti imprenditoriali, i cui successi e fallimenti si sono rivelati fondamentali nella nascita e crescita di Scalapay.
Tra le esperienze più significative troviamo sicuramente EatTonight (2015) e Sweetly (2015/2016), entrambe nate in Australia con il supporto di Johnny. Mentre la prima è una start-up focalizzata sulla vendita di cibo fatto in casa, Sweetly si distingue per la commercializzazione di torte personalizzate, arricchite da decorazioni create su misura da artisti. Quest’ultima un’idea su cui, racconta sorridendo, credeva davvero tanto, visto il grande mercato delle torte che caratterizza i Paesi anglofoni!
Poi arriva la decisione che cambia tutto: i due soci vedono in Italia e in Europa la possibilità di entrare in un mercato non ancora completamente sviluppato, ovvero quello del Buy Now Pay Later, credendo nella possibilità di poter aiutare non solo negozi fisici ma anche venditori online, trainati dalla forte crescita di un settore come quello dell’e-commerce.
Dagli inizi fino a diventare unicorno: un percorso di talento, perseveranza e tempismo giusto.
Il segreto di una crescita così rapida, che ha portato l’azienda a raggiungere il miliardo in soli 3 anni, è però una combinazione di diversi fattori. La storia di Scalapay non è solo una testimonianza di talento imprenditoriale, ma anche di perseveranza e tempismo, oltre alle lezioni apprese dagli errori passati.
Simone ci spiega infatti come gli anni precedenti allo scoppio della pandemia fossero molto favorevoli alla raccolta di capitali: un periodo caratterizzato da tassi di interesse prossimi allo zero, ed un mercato “drogato” fatto di grandi investitori alla ricerca di nuove idee di successo da finanziare. Questo contesto ha fornito la spinta necessaria per far decollare il progetto, con il supporto fondamentale di investitori internazionali.
Non sono tuttavia mancate le difficoltà, e Mancini condivide le sfide affrontate e la fatica fatta per trovare i primi clienti: “Mandavamo per posta pacchi con cioccolatini e una lettera di presentazione, solo dopo provavamo a chiamarli…su 30 pacchi inviati ricevemmo solo una risposta”.
C’è però la consapevolezza di avere tra le mani un prodotto forte, e Simone ci conferma questo con un suo altro aneddoto. Come può capitare spesso agli inizi, a causa di un bug dovettero interrompere momentaneamente il servizio: “Ci chiamò un cliente, e appreso il motivo dello stop si propose di pagare le spese per risolvere il problema e far tornare il servizio disponibile il prima possibile. Aveva ricevuto numerose pressioni dai consumatori che volevano continuare ad acquistare e pagare a rate”.
In sostanza, per quanto riguarda il prodotto, non c’erano mai stati dubbi. Scalapay aveva fin da subito tutte le carte in regola per raggiungere il successo. Dal punto di vista finanziario, è solo dopo il round post-covid che Mancini si rende conto di potercela fare: “Partire è sempre difficile, bisogna lottare contro le incertezze e i dubbi altrui. Finché il progetto non decolla, è facile sentirsi come se non si stesse facendo nulla, ma per un imprenditore non c’è alternativa se non continuare a lavorare, anche con febbre e mal di testa”.
Ultime curiosità e domande finali.
Nella conclusione dell’evento, noi ragazzi dei Club di Starting Finance ci siamo interrogati sulle sfide più significative, sia personali che professionali, affrontate da Simone Mancini. Egli ha condiviso: “Dal punto di vista personale, gestire tutto questo mantenendo un buon equilibrio tra lavoro e famiglia. In veste di CEO, selezionare le persone giuste di cui circondarsi. Altrimenti, c’è il rischio di delegare il lavoro a individui competenti ma che non condividono la stessa cultura aziendale”.
E per concludere che consigli darebbe oggi ai ragazzi che stanno per finire l’università e non sanno se lavorare in un’azienda consolidata, in una start-up o addirittura lanciare la propria?
“Non c’è una strada giusta, ogni esperienza lascia qualcosa. In Australia non esiste il concetto italiano di percorso tracciato, e per questo ci sono meno vincoli”.
Per conoscere meglio la storia di Scalapay e di Simone Mancini vi invitiamo a guardare la puntata completa sui social di Cheers, il podcast di Starting Finance!
…Ma cos’è esattamente Cheers?
Cheers è il podcast di Starting Finance in cui Giacomo Luppi, Filippo Carabelli e Pietro Santini parlano senza filtri con gli imprenditori e i dirigenti più importanti d’Italia per conoscere i loro errori, le ragioni dietro al loro successo e rendere l’economia e la finanza semplici e informali.
Come membro della community di Starting Finance, potrai partecipare anche agli eventi mensili live, in cui assisterai a una registrazione con i personaggi più importanti dell’economia e della finanza e avrai l’opportunità di fare un aperitivo in cui conoscerli personalmente, fare loro le domande che ti interessano di più e, perché no, capire qual è la strada giusta per il tuo futuro!
Per qualsiasi suggerimento su ospiti o temi da trattare, puoi scrivere direttamente a Giacomo Luppi, Head of Podcast di Starting Finance (giacomoluppi@startingfinance.com).
