Elezioni Americane 2024: la Bomba Mediatica del Super Tuesday

Di Sergio Zorzut e Giulia Pelucchi

In un 2024 che si delinea ricco di appuntamenti elettorali, dove 62 paesi e oltre quattro miliardi di persone sono chiamate ad esprimersi sui rispettivi governi, non possiamo non parlare delle premesse per le future elezioni americane previste per questo novembre. 

L’Europa e il mondo non può che guardare con attenzione e con una certa apprensione alle elezioni americane, considerato che il prossimo presidente (chiunque egli sia) sarà chiamato a guidare gli USA durante la ripresa economica post inflazione e dovrà anche definire la nuova linea politica che gli Stati Uniti vogliono mantenere nei confronti delle recenti crisi internazionali. 

Considerato quindi l’elevato carico politico di queste elezioni, gli animi degli elettori statunitensi si sono accesi fin dall’inizio, così come la rilevanza mediatica dell’evento.

Proprio il 5 marzo si è tenuto il “Super Tuesday”: quest’anno in ben 15 stati i cittadini sono stati chiamati alle urne per lo svolgimento delle primarie. Il termine Super Martedì è stato coniato per sottolineare la criticitàdella giornata, la quale impatta significativamente sulla corsa alla nomination presidenziale. Consiste infatti nel primo, bensì fondamentale, step del lungo e complesso processo di elezione del futuro presidente degli USA. Con le primarie, gli elettori eleggono i delegati, cioè le persone che rappresenteranno il proprio partito alle “convention” estive. È proprio questo il passo successivo del processo, in cui i delegati selezionati devononominare ufficialmente i candidati presidenziali di ogni partito. Sebbene la loro nomina effettiva avvenga durante le convention, è chiaro come già in seguito alle primarie divengano espliciti i papabili futuri presidenti: in questo caso Biden per il partito democratico, e Trump per quello repubblicano. Ad ogni modo, l’ultimo atto della corsa alla nomina consiste nelle elezioni generali, che, come sappiamo, avverranno a Novembre 2024, con il meccanismo dei Grandi Elettori. 

Ritornando al presente, è importante sottolineare che le primarie avvengono con modalità di voto che varianoda stato a stato: se alcuni, come il Texas, permettono di partecipare alla votazione dei delegati anche ai cittadini non iscritti al partito repubblicano o democratico, lo stesso non si può dire per altri, come il North Carolina, in cui per votare è necessario far parte di un “caucus”, ovvero assemblee pubbliche di elettori, in cui i delegati sono selezionati in seguito a discussioni collegiali. 

La copertura mediatica sullo scorso “Super Martedì” è stata clamorosa a livello globale. Ciò è stato in parte dovuto al fatto che sono stati assegnati circa un terzo dei delegati totali dei due partiti (su 4750 delegati per i repubblicani e per i democratici, ne sono stati attribuiti 865 ai repubblicani e 1420 ai democratici), ma anche perché l’evento ha contribuito a rendere ulteriormente espliciti i candidati dei due partiti. I risultati parlano chiaro: Trump ha conquistato, per il partito repubblicano, 14 dei 15 stati, forzando la rivale Nikki Haley a ritirarsi dalla corsa alla presidenza. Da qui a novembre lo scontro vedrà quindi sostanzialmente Trump contro il democratico Biden: risultato non scontato, considerate le numerose notizie riguardo la possibile estromissione di Donald Trump dalla corsa alla Casa Bianca, che recentemente hanno tenuto banco tra i media mondiali. Infatti l’ex presidente Trump a seguito degli eventi accorsi a Capitol Hill il 6 gennaio 2022 è imputato di ben 37 capi di accusa. In risposta a ciò, il tribunale del Colorado aveva deliberato l’ineleggibilità dell’ex presidente. Ma il 4 marzo di quest’anno la Corte Suprema ha dichiarato nulla la sentenza del Colorado,accogliendo il ricorso di Trump e quindi permettendogli di candidarsi. Questa decisione, considerato il modello di common law statunitense, giocherà da precedente anche per tutti gli altri ricorsi negli altri stati, permettendo di fatto la partecipazione di Trump alle primarie 2024 e alle conseguenti elezioni di novembre. 

In conclusione, si può affermare che il tortuoso processo elettorale americano ha assunto fino ad ora una portata mediatica considerevole a livello globale; allo stesso modo, continuerà ad essere al centro delle notizie in tutto il mondo, in quanto il tema è cruciale non solo per gli USA, ma anche per la definizione della nuova linea politica internazionale e per gli alleati della Nato. Infatti, a seconda del risultato e delle conseguenti decisioni politiche e militari statunitensi, diverse saranno le ripercussioni sui cittadini sia americani che europei, e soprattutto sugli stati dell’Unione, che dovranno regolare di conseguenza le proprie strategie economiche e governative.


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