Revisione catastale e case fantasma: Giorgetti ha trovato la soluzione?

Di Ilinca Barbulescu e Francesco Carletta

Nel panorama socio-politico nazionale un vento di fuoco ha interessato sia la compagine governativa sia i contribuenti privati. Da un lato si chiede un sacrificio economico che interessa centinaia di migliaia di contribuenti, sacrificio causato dal nuovo aumento delle rendite catastali degli immobili che hanno beneficiato del famoso “SuperBonus 110%”, dall’altro i portafogli dei privati sono, o perlomeno si presumono, allo stremo.

Sono innumerevoli le occasioni fiscali per il nostro Paese, un obiettivo di crescita del +1% del PIL e tanti altri i rischi correlati, come per esempio un esponenziale aumento delle case fantasma e dell’evasione fiscale.

Nelle ultime settimane il Ministro dell’Economia e delle Finanze ha annunciato una serie di manovre fiscali che interessano il Catasto e i proprietari di prima e/o seconda casa che hanno usufruito della detrazione fiscale del “SuperBonus”.
Giancarlo Giorgetti ha disposto l’aggiornamento dei valori catastali, aggiornamento che per circostanze infrastrutturali-fiscali sarà a rialzo. La revisione delle rendite catastali mira ad identificare il reale valore di locazione di un immobile. Tuttavia, l’aggiornamento dei dati catastali spesso implica un passaggio di classe dell’immobile preso in considerazione: ad esempio, da “A4” (abitazione popolare) ad “A3” (abitazione economica). In termini assoluti, il salto di una classe implica l’aumento della rendita pari al 17/18%, mentre il salto di due classi comporta un aumento pari al 37/38%.

L’incremento della rendita proveniente dall’abitazione porta con sé conseguenze dirette e indirette, nel caso in cui si parli di abitazione principale o di seconda casa. Nella prima ipotesi, si registrano soltanto effetti finanziari collaterali, in quanto ne consegue un incremento dell’ISEE e sul reddito lordo ai fini IRPEF. Diverso è, invece, lo scenario nel caso in cui si tratti di “seconda casa”, in quanto i proprietari di seconde abitazioni temono un aumento delle imposte immobiliari esattamente proporzionale all’incremento della rendita.

Il procedimento revisionale annunciato dal Ministro Giorgetti interesserà, secondo una stima effettuata da ENEA, almeno mezzo milione di unità immobiliari.

La mossa macro-economica sostenuta dal Ministro rappresenta un riflesso delle teorie keynesiane, tale per cui il settore privato risulta particolarmente interessato dall’azione pubblica, in quanto i contribuenti privati vedranno aumentate le imposte da versare: in particolar modo l’IMU (Imposta Municipale Unica), le imposte sulle successioni e sulle donazioni e l’Irpef, in ipotesi di seconda casa non locata ubicata nel medesimo comune in cui il contribuente è titolare dell’abitazione principale.

I beneficiari della detrazione del 110% dovranno effettuare, nei tempi stabiliti dalla disposizione normativa, una segnalazione alla Agenzie delle Entrate, pena una lettera di “compliance” dell’Agenzia.
Inoltre, questa manovra non ha determinato uno stato di concitazione generale soltanto sotto il profilo finanziario, ma ha generato parimenti un serio e inestricabile tabù all’interno della compagine governativa del centro-destra, che si scontra a forza di leggi e decreti governativi, ciascuna vantando una priorità temporale rispetto all’altra o l’impossibilità di inquadramento all’interno di una certa fattispecie già disciplinata.

Ma a cosa è dovuto questo annuncio del nostro Ministro? Ciò che è caduto nel mirino del Ministero dell’Economia e delle Finanze sono proprio le case fantasma, argomento di grande e delicata importanza quando si parla di evasione fiscale in Italia.

Con il termine “immobile fantasma” si indica qualsiasi tipo di immobile completamente sconosciuto al Fisco perché non accatastato oppure registrato al catasto senza le sue caratteristiche reali.
I dati dell’Agenzia delle Entrate di ottobre 2023 dichiarano che gli immobili fantasma posseduti da persone fisiche in Italia sono 2.009.176, di questi 1 su 2 (1.035.034 immobili) sono abitazioni. Considerati anche gli immobili strumentali, ovvero edifici destinati a svolgere un’attività economica, e quelli posseduti da società si rasentano quasi le quattro milioni di unità.

La concentrazione di questi immobili sul territorio italiano è piuttosto eterogenea: nel Meridione rappresentano il 6,2% del totale, al Centro il 2,9% e nel Settentrione l’1,8%.
Risulta, al contempo, giusto menzionare come non sempre i proprietari siano in totale mala fede. A volte, infatti, accadono errori catastali, ovvero errori durante le procedure di accatastamento, o errori in processi di successioni complesse, con un elevato numero di eredi. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, gli edifici

fantasma sono edifici abusivi, quindi con caratteristiche che non potrebbero avere con un’autorizzazione legale, o edifici per cui si vuole evitare il pagamento delle dovute imposte, come l’IMU. Le regioni italiane con la maggiore evasione fiscale sull’IMU sono la Calabria (39,6%), la Campania (33,5%), la Sicilia (33,2%) e la Basilicata (30,1%). La regione che può vantare la posizione più bassa in questa classifica è la Valle d’Aosta, con un’evasione sull’IMU dovuta alle case fantasma del 10,8%.

In Italia in totale ogni anno circa 5 miliardi di euro sfuggono al gettito fiscale previsto dall’Imu, con un tax gap pari al 20,9% del potenziale incasso complessivo previsto sull’imposta sulle seconde case.
Tra gli strumenti utilizzati dal Governo nella lotta all’evasione sugli immobili si pone il PIAO 2024-2026 (Piano Integrato di Attività e Organizzazione della Pubblica Amministrazione), un documento unico di programmazione e governance volto ad assicurare la qualità e la trasparenza dell’attività amministrativa, dei servizi ai cittadini e alle imprese, semplificando i processi. Il fulcro del piano è l’uso della tecnologia avanzata. Questo, infatti, mira a un incremento significativo dell’informatizzazione delle banche dati e ad un’estensione delle indagini cartografiche su una porzione sempre maggiore del territorio nazionale, con l’obiettivo di portare la copertura dal 45% al 70% entro tre anni.

Un altro mezzo per contrastare l’evasione fiscale sarà l’intervento sul catasto annunciato recentemente dal ministro Giorgetti. Al contempo, però, questo aumento delle tasse sulla casa per gli edifici che hanno beneficiato delle detrazioni fiscali per la ristrutturazione e l’efficienza energetica ha i suoi “downturn”, come la posta in grave difficoltà dei contribuenti interessati, contribuenti che, da programma del Superbonus, hanno un reddito di fascia medio-bassa.

Quindi, un interrogativo di fondo rimane irrisolto e dibattuto: Una politica macro-economica statale così incisiva rischia di veicolare o distorcere le scelte finanziarie dei contribuenti? Scelte che dovrebbero essere, in linea massima, indipendenti dall’assetto decisionale dell’apparato statale.


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