UniCredit punta ad espandersi in Europa con l’acquisizione della tedesca Commerzbank

Di Simone Ametrano e Alessio Dragoni

L’11 settembre 2024, UniCredit ha sorpreso i mercati annunciando l’acquisizione di una quota del 9% in Commerzbank, uno dei principali istituti bancari tedeschi. La mossa, che ha sorpreso i mercati e il governo tedesco, è stata preparata per almeno sette anni. Il mercato ha reagito positivamente alla notizia, con le azioni di Commerzbank che sono aumentate del 17%, riflettendo l’aspettativa di una offerta completa da parte della banca italiana. Questa operazione potrebbe costituire una delle fusioni bancarie transfrontaliere più rilevanti per l’Europa, creando sinergie significative con HypoVereinsbank, la controllata tedesca di UniCredit.

Dal punto di vista politico, la mossa ha incontrato un’accoglienza tutt’altro che calda da parte del governo tedesco, che detiene una quota del 12% nella banca, dopo aver venduto tramite un accelerated book buildinguna quota del 4,5% a settembre. “La Germania ha bisogno di banche nazionali per finanziare la sua economia, il Mittelstand, e Commerzbank è fondamentale in questo”, ha dichiarato un banchiere con esperienza nelle negoziazioni con il governo tedesco. “Questo non è solo un affare finanziario, è un affare politico e UniCredit dovrà stare attenta a come gestisce il governo tedesco”. UniCredit si è inoltre trovata ad affrontare anche la resistenza dei potenti sindacati tedeschi in merito a potenziali tagli di posti di lavoro e a uno spostamento di potere da Francoforte a Milano. Tuttavia, anche se la mossa di Unicredit può essere stata una sorpresa per il governo tedesco, che si aspettava che il pacchetto azionario in vendita sarebbe stato acquistato in piccole tranches da vari investitori istituzionali, una fusione tra UniCredit e Commerzbank è stata discussa tra le due parti varie volte negli ultimi anni, secondo quanto riportato dal Financial Times.

Tra resistenze politiche e sostegno europeo

La situazione, in seguito all’acquisto iniziale del 9%, si è complicata. L’operazione, come detto, inizialmente interpretata come l’inizio di una partnership strategica tra i due istituti, sta infatti incontrando una resistenza crescente sia da parte del governo tedesco sia dalla stessa dirigenza di Commerzbank. L’ipotesi di un’acquisizione amichevole non è quindi durata molto ed il governo tedesco, pur non avendo un potere di veto ufficiale sulla fusione, sta adottando un atteggiamento fortemente critico nei confronti dell’iniziativa italiana. Con le elezioni federali previste per il 2025, il tema di un’acquisizione straniera di un’importante banca tedesca è diventato un argomento di dibattito politico. In particolare, la CDU, che attualmente guida nei sondaggi, si è apertamente schierata contro l’acquisizione. Questa presa di posizione riflette la volontà di mantenere Commerzbank sotto controllo nazionale e di preservare la sua funzione a sostegno dell’economia tedesca. Dal lato di Commerzbank, le resistenze sono altrettanto forti. Subito dopo l’acquisizione della quota del 9% da parte di UniCredit, l’ex CEO Manfred Knof ha annunciato a sorpresa di voler lasciare la guida dell’istituto entro un anno ed è stato sostituito da Bettina Orlopp, ex CFO e da sempre contraria a operazioni di fusione. Orlopp, nelle sue prime dichiarazioni, ha ribadito la volontà di mantenere Commerzbank indipendente, annunciando una revisione dei target di utili e una strategia di crescita autonoma. Inoltre, la banca sta valutando acquisizioni per rafforzarsi in settori come l’asset management, sottolineando l’intenzione di consolidare la propria posizione senza coinvolgimenti esterni.

Gli analisti si interrogano se l’atteggiamento di Commerzbank sia una strategia per negoziare condizioni più vantaggiose o un vero e proprio “muro” contro l’ingresso di UniCredit. La prima ipotesi appare meno probabile, poiché segnali politici e aziendali indicano un’opposizione seria e radicata. Tuttavia, UniCredit, che già ora potrebbe salire al 21% del capitale di Commerzbank attraverso strumenti derivati, ha ottenuto il sostegno di una parte degli investitori istituzionali della banca tedesca, i quali vedono nella fusione un’opportunità per migliorare la competitività europea. Nonostante l’opposizione interna in Germania, l’iniziativa di UniCredit trova sostegno da parte della Banca Centrale Europea, da cui UniCredit attende anche il via libera per il raggiungimento del 29,9% (appena al di sotto della soglia che farebbe scattare l’obbligo di OPA), e che da anni incoraggia fusioni cross-border per creare “campioni europei” del settore bancario. Anche la Commissione Europea, che promuove aggregazioni che rafforzino l’industria finanziaria del continente, supporta indirettamente il progetto. Non va inoltre trascurato l’appoggio da parte di alcune realtà imprenditoriali bavaresi, da tempo clienti di HypoVereinsbank, la controllata tedesca di UniCredit, che vedono positivamente l’espansione del gruppo italiano.

Verso un mercato bancario europeo competitivo


L’acquisizione di Commerzbank da parte di UniCredit rappresenta un passo cruciale verso un mercato bancario europeo più competitivo e resiliente. Integrando risorse e competenze, le due banche potrebbero offrire una gamma più ampia di servizi, migliorando l’efficienza operativa e riducendo i costi per i consumatori. Questo tipo di fusione potrebbe anche incentivare l’innovazione nel settore finanziario, rendendo le banche europee più capaci di affrontare le sfide globali. Storicamente, ottimizzare la posizione di mercato di una banca si è dimostrato un compito complesso nella maggior parte dell’Europa. I settori bancari di diversi Paesi sono molto concentrati, limitando così le possibilità di ulteriori fusioni. Inoltre, questi mercati sono maturi e affrontano sfide strutturali che incidono sulla redditività delle banche, riducendo le opportunità di realizzare operazioni vantaggiose. Infine, nonostante gli sforzi della Commissione Europea per promuovere un’unione bancaria, molti governi continuano a difendere il controllo nazionale delle proprie istituzioni finanziarie. Questa situazione limita la capacità del settore di diventare più competitivo a livello internazionale, evidenziando l’urgenza di una strategia comune e di una maggiore integrazione tra i paesi europei.                                      


Per il CEO Andrea Orcel, il progetto di acquisizione di Commerzbank rappresenta un’opportunità per trasformare UniCredit in uno dei principali gruppi bancari europei. Resta da vedere se, oltre alle risorse, il gruppo italiano troverà anche il coraggio e la strategia adeguati a proseguire in un contesto di crescente opposizione.


Lascia un commento