Di Francesco Carletta e Ilinca Barbulescu
Report del Salotto finanziario – Marzo 2025
In prima istanza, è stata presa in considerazione la rilevanza della figura presidenziale di Donald Trump all’interno dello scenario geopolitico internazionale, affrontando e discutendo quelli che sono stati i principali ordini esecutivi deliberati dall’amministrazione repubblicana.
La linea politica adottata dal Tycoon americano è quella di una forma di diplomazia ostile e aggressiva, che si fonda su minacce istituzionali e imposizione di pesanti sanzioni economiche alle potenze che decidono di non assecondare le pretese americane. Nei primi giorni dell’amministrazione Trump sono stati emanati più di cento ordini esecutivi, attraverso i quali è stato chiaramente preannunciato l’orientamento decisionale da seguire: espulsione di migranti, concessioni di grazie ed enormi tagli al sistema di istruzione americano.
Numerose sono le dichiarazioni mediatiche che hanno suscitato perplessità e timore fra i leader degli altri continenti, dalla volontà di annettere la Groenlandia alle operazioni militari sul canale di Panama. Il fine ultimo è però evidente e incontrovertibile: recuperare lo svantaggio internazionale accumulato negli anni nei confronti della Cina e ristabilire l’egemonia di mercato rispetto a tutte le altre super potenze. La situazione è magmatica ed in continua evoluzione, con una netta incapacità di prevederne i futuri risvolti e con un’incertezza sempre maggiore e che desta sempre più maggiori preoccupazioni.
In aggiunta a quanto passato in rassegna poc’anzi, è stata esaminata la posizione dell’Unione Europea all’interno del contesto internazionale: desumendo un forte stato di fragilità economica e politica dal quale il Vecchio continente deve uscire. Una potenziale soluzione è stata fornita dall’ex primo ministro italiano Mario Draghi, il quale ha affermato in aula parlamentare la necessità di agire, attraverso la creazione di debito comune, la costituzione di un esercito comune e la realizzazione di un mercato comune e unico di libero scambio.
In ultima analisi, è stato analizzato il rapporto fra l’avvento dell’intelligenza artificiale e l’incremento delle fake news; infatti, si è asserito che l’introduzione di nuovi sistemi tecnologici e sofisticati rende più ardua la distinzione fra informazioni vere e false.
Inoltre, l’introduzione delle nuove tecnologie ha minato fortemente alla radice la capacità di gestione personale delle informazioni, in quanto si è registrato un “bombardamento massivo” di informazioni da parte delle tecnologie digitali, informazioni che spesso sono amplificate in maniera alterata dai social network.
La sfida del domani o, meglio, dell’oggi, non risiede più come in passato nel tentativo di accedere in maniera più semplice e agevole allo scibile umano, ma nel riuscire a filtrare oggi l’immenso bagaglio di conoscenza del quale siamo a disposizione, una conoscenza non più al passo con l’uomo, ma con la macchina: una conoscenza che probabilmente è diventata troppa.
